Aprire un dibattito sulla religione e, nello specifico, sul fanatismo religioso (e filosofico) non è cosa semplice per me, dal momento che ci sono tre motivi che mi impedirebbero di farlo: primo, il fatto che l'argomento stesso tocca la sensibilità di molte persone credenti di qualche setta o religione; secondo perché la distinzione stessa tra superstizionee fanatismo da una parte e religione semplice dall'altra non è definibile con certezza scientifica; terzo perché l'argomento delle religioni non incontra più di tanto il mio interesse, in quanto le uniche religioni che potrebbero interessarmi solo quelle dei popoli antichi o dei popoli definiti "primitivi".
A spingermi invece ad aprire questa sezione è stato l'aumento della presenza del fanatismo da parte di persone più o meno vicine a me.
Prima di iniziare un qualunque dibattito vorrei definire cosa intendo per fanatismo, tentando di separarlo dalla comune religiosità.
Per fanatismo religioso e\o filosofico intendo quelle manifestazioni eccessive di spiritualismo che elogiando una persona, una dottrina o una divinità, finisce col danneggiare la materia o comunque a considerarla troppo inferiore allo spirito e col rendere i fedeli (la parola fedele la applico sia ai seguaci delle religioni che a quelli che si perdono troppo in filosofie spiritualiste) completamente passivi ai dogmi e ai carismi di dottrine, persone o divinità.
Con questa definizione voglio escludere subito il normale credente (da distinguere dal fedele, poiché quest'ultimo è dotato di fede, concetto che non si può applicare a tutte le religioni, ma solo a quelle di tipo cristiano) che pur seguendo alcuni dogmi riesce a mantenere un occhio critico e tendente a regolare l'esagerato spiritualismo. Alcuni esempi di questi credenti possono essere la religione degli antichi Celti, che elogiava sia la carne che lo spirito in pari misura, sia l'attuale Wicca che comunque non si focalizza solo sullo spirito escludendo il corpo come se fosse mala res.