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 Graecia capta ferum victorem cepit

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Marmar
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MessaggioOggetto: Graecia capta ferum victorem cepit   Sab Nov 15, 2008 9:22 pm

Graecia capta ferum victorem cepit et artes intulit agresti Latio


Credo che tutti più o meno conoscono questa frase di Horatius, con cui generalmente si vuole elogiare la civiltà rispetto all'ignoranza e alla brutalità. La frase nello specifico studia i rapporti tra Grecia e Roma antica, al prima fu madre della filosofia e della cultura, mentre la seconda fu la creatrice dell'impero universale, attraverso il quale la cultura greca si diffuse dovunque.
La domanda che voglio porre in questa sezione, senza negare l'oggettiva influenza della cultura greca su quella romana, è questa: Roma e i Latini furono davvero passivi imitatori o comunque subordinati alla cultura greca o anche loro hanno la loro originalità e i loro primati?
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Driade
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MessaggioOggetto: Re: Graecia capta ferum victorem cepit   Ven Nov 21, 2008 10:34 pm

[i]Cercherò di essere quanto più concisa e ordinata ( chi mi conosce sa quanto sia difficile per me mettere ordine ^^").
Per iniziare,secondo me è opportuno prima di tutto: farsi un'idea di cosa sia effettivamente l'Arte,cosa influisce sul suo sviluppo,nascita ecc.;considerare questi elementi in rapporto alla nascita dell'Arte Romana; considerarli in rapporto all'Arte Greca; considerarli in altre culture contemporanee del bacino mediterraneo; confrontare Arte Greca e quelle degli altri popoli; vedere l'Arte Italica,presupposto necessario all'Arte Romana; infine confronto Arte Italica e Arte Greca.
Ora,non pretendo assolutamente di essere un'esperta del campo in modo assoluto,ne so un poco ancora,perciò vi raccomando-se vi interessa- di vedere tutte queste cose per conto vostro,che altrimenti richiederebbero interventi moooolto lunghi XD.
Ora,in breve,esporrò quello che si sa sull'Arte Romana ^^: è ormai considerato certo tra i molti studiosi del campo,a partire dal Bandinelli ( per chi non lo sapesse,è stato un grande dell'archeologia,ma grande veramente),che si può ravvisare intanto un gusto tipicamente romano anche nelle imitazioni dei Greci.
Questo va in due sensi,chiamati "arte plebea" e "Grand Tradition";questi indirizzi hanno origine fin dall'età Repubblicana,come le ahimé poche ma sicurissime attestazioni ci dicono.
La prima risale all'usanza delle maschere funebri -in cera- apposte sul viso del morto ( nelle famiglie aristocratriche )e poi usate in ogni corteo funebre dai membri viventi per rievocare la presenza di questi antenati illustri; queste maschere avranno poi un'evoluzione nei famosi ritratti.busto,mezzo busto... L'altra via,riguarda invece le pitture esposte durante i cortei trionfali,che ritraevano le battaglie più importanti,poi trasposte anche in scultura,come ancora oggi possiamo ammirare negli Archi di >Trionfo. - ho cercato di semplificarlo al massimo-
è peculiare,di entrambe le vie,il realismo,che nel mondo greco si ha al massimo con il ritratto fisionomico di genere,es: Platone,ritratto generico di un filosofo con delel caratterizzazioni personali al minimo,oppure Ritratto di Un Atleta e così via.

Ora veniamo alla mia opinione in merito,dopo queste premesse XD.
Devo ammettere-purtroppo- che i Greci sono assai superiori ai ROmani in Arte,non fosse altro per il ritardo con cui si è sviluppata la civiltà romana,perciò prima consigliavo di fare un raffronto temporale..
Bisogna anche dire che gli stessi Romani erano consci di questa superiorità nelle Arti dei Greci,e non hanno esitato a rifarsi al mondo ellenico in qusto senso; non a caso secondo loro,c'erano delle competenze specifiche e divise in mondo greco e mondo romano ( saper governare-saper filosofare!).
Inoltre,proprio per questa ammirazione,volendosi giustificare agli occhi del mondo ellenico,i Romani sono arrivati a rinnegare le loro origini italiche,tanto da stravolgere la storia-mitologia della loro nascita! Pericò,hanno manomesso,occultato,fuso col risultato che noi ora abbiamo ben poche testimonianze su cui basare le nostre ricerche.
E' certo,però,che l'Arte ROmana in senso stretto,è esistita! Magari non è stata grande cm quella Egizia,Greca,Babilonese..però c'è stata,per quanto rustica,barbaarica possa sembrare! Very Happy
-FINE SERMONE-.
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Marmar
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MessaggioOggetto: Re: Graecia capta ferum victorem cepit   Sab Nov 22, 2008 1:34 am

A maggior ragione credo che l'arte romana sia da rivalutare, innanzitutto l'argomento non voleva essere limitato alla sola arte intesa come architettura, scultura, pittura e artigianato, ma anche letteratura in prosa e in poesia.
Comunque per quanto riguarda l'arte, è vero che i Romani l'hanno sviluppato in ritardo, ed è vero che comunque moltissime opere d'arte soprattutto imperiali sono un richiamo a quella greca, ma è anche vero che comunque i Romani hanno operato un filtro italico da non sottovalutare: l'arco, figura architettonica molto diffusa in Italia è stato usato per quegli edifici che nascono in Grecia come il teatro o l'anfiteatro. La stessa arte statuaria è stata ben filtrata secondo i canoni del mondo italico, così come dice Zanker, quando analizzando la statua di Pompeo con la sua chioma leonina stile ellenico, afferma che molto probabilmente Pompeo stesso si era acconciato così. Voglio dire che per quanto imitatoria l'arte romana non ha potuto affatto dimenticare com'è nata. Tra le molte statue greche quante di queste possono assomigliare al vecchio sdentato della Sardegna, che fu ritratto esattamente com'era con tutti i suoi difetti?
Nell'età critica del primo secolo avanti Cristo a Roma c'era il paradosso in cui si vedevano statue di romani in atteggiamento greco ma con i ritratti di stile perfettamente romano, un ibrido tra moda greca e pensiero romano.
Volendo anche allargare l'argomento alla letteratura romana, pongo qui una domanda: i Romani hanno passato i primi secoli a creare un background letterario degno della Grecia e soltanto nell'epoca augustea i poeti e gli scrittori avranno l'ardire di gareggiare alla pari coi greci.
Ma se vogliamo vedere con occhio critico vediamo che la letteratura latina dei primi secoli, quando ancora doveva germogliare aveva molta più originalità e bellezza di quella augustea (almeno a mio parere).
Con Augustus si formano poeti come Vergilius e Horatius, che dal punto di vista poetico sono raffinatissimi ed esemplari ma da punto di vista dell'ingenium sono mere copie dei poeti greci. Horatius è il Pindaros dei latini come Vergilius è l'Homeros dei latini, e i due presentano elementi greci sia nella forma che nel contenuto. Scrittori quali Plautus, Sallustius, Caesar, Sallustius e più tardi Tacitus possono avere apri in Grecia? Io direi no, perché sebbene chi lo voglia sono sicuro che riuscirà a trovare somiglianze con qualche scrittore greco, il contenuto e il messaggio ma anche lo stile sono tipicamente romani. Horatius si può 'staccare' da Roma, nel senso che la sua poesia non contiene discorsi troppo legati alla cultura romana, ma Sallustius, Caesar, Tacitus e Plautus non possono essere 'portati via' dal contesto romano. Che senso avrebbe lo scritto di Sallustius se non si sa nulla della società e della cultura latina? Anche il loro modo di scrivere che usano al breuitas è tipico del mondo latino, che poco si formalizza dallo stile e guardano soprattutto il messaggio. Anche Lucretius che espone una teoria greca come l'Epicureismo, la espone con termini, stile e pensiero da tipico romano.
Insomma per concludere questo sermone io credo che se la cultura greca è nata prima e l'arte\cultura romana è nata inizialmente come imitazione della greca, comunque sia i romani nell'imitare hanno dato vita a una cultura originale e propria.
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